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LA STORIA DELLA CITTA' DI PERUGIA

Il toponimo "Perugia" è quasi certamente di origine etrusca e fu reso dai romani come "Perusia"; vi è incertezza su quale fosse il nome etrusco originario della città.

GLI ETRUSCHI

I primi insediamenti etruschi di cui si è a conoscenza risalgono al X secolo a.C. con la presenza di villaggi ai piedi dei pendii e in seguito a salire verso la sommità collinare. Popolo agricolo giunto dall’oriente, gli Etruschi si dovettero confrontare con i popoli dell’Italia centrale, dagli Umbri ai Sanniti, dai Romani ai Sabini, dai Volsci ai Piceni. Cinte murarie, torri e porte sorsero a difesa della città, e archi onorari ne adornarono l’inespugnabilità.

I ROMANI

Nel III secolo a.C. Perugia, e gran parte dell’Umbria, entra sotto il dominio di Roma seppur mantenendo una certa autonomia come l’uso della lingua e una certa territorialità. Gli Etruschi entrano a far parte dello scenario dell’Impero Romano manifestando la propria fedeltà e il proprio appoggio in molteplici eventi a tal punto che viene fregiata del titolo di Augusta Perusia.

La città si espande notevolmente rimodellata secondo gli stili romani, nuove mura, strade e costruzioni ampliano il suo nucleo centrale. Il succedersi di eventi storici avversi e la sua posizione geografica disagiata e non ne permisero la creazione di monumenti di rilievo che ne esaltassero la grandezza e per questo motivo Perugia rimase una colonia latina che andava incontro a un periodo di declino e di invasioni barbariche.

I BIZANTINI

Nel VI secolo d.C., Perugia vede il susseguirsi delle invasioni degli Ostrogoti prima e dei Bizantini poi con brevi occupazioni dei Longobardi. In seguito nel VII secolo d.C. il Papato con l’influenza dell’Impero Carolingio pongono le basi per un governo vescovile.

IL COMUNE

Agli inizi del XII secolo con l’attestazione di un Governo dei Consoli si assiste alla nascita del Comune; i Consoli amministrano la città e ne espandono domini e nuove arti si affermano nel panorama economico e culturale.

Il XIII secolo vede un’ulteriore espansione territoriale e un imponente sviluppo urbano. La città è amministrata da un governo di carattere mercantile, rappresentato dai Priori, eletti fra gli iscritti alle arti, mentre lo sviluppo culturale si manifesta nel 1308 con la nascita dell’Università, il diffondersi della lingua in volgare. Il carattere mercantile della città è evidenziato dalla costruzione di opere quali il Palazzo dei Priori, il Collegio del Cambio e il Collegio della Mercanzia.

IL DOMINIO PONTIFICIO

Il XIV secolo vede il riaffermarsi del controllo della Chiesa, sebbene persistano ancora focolai di lotte interne per sottrarsi al dominio del papato. Negli anni a seguire varie signorie si succedono (Michelotti, Visconti, Fortebracci, Baglioni), realizzando importanti opere pubbliche e architettoniche.

Il XV secolo vede l’affermarsi di Perugia come centro artistico, scuole di formazione prendono piede e ospitano grandi nomi come Pietro Aretino e Raffaello Sanzio, mentre il Perugino e il Pinturicchio si manifestano al mondo della pittura.

Nel XVI secolo lo Stato delle Chiesa stanco dei conflitti civili limita l’autonomia della città e costruisce la Rocca Paolina in cui s’insediata una guarnigione pontificia. Nei secoli a seguire il dominio pontificio farà sentire la propria influenza in ogni campo di sviluppo della città arricchendola di opere e di costruzioni che ancora oggi è possibile apprezzare (i palazzi Della Penna, Donini, Gallenga-Stuart e Connestabile della Staffa).

L’ETA’ MODERNA

Il 1800 vede sanguinose vicende, le "Stragi di Perugia" perpetrate dai reggimenti svizzeri inviati da Pio IX contro coloro che si ribellarono allo Stato della Chiesa; e le truppe piemontesi che conquistarono la città sconfiggendo le guarnigioni svizzere e ponendo le basi per l’annessione dell’Umbria al nascente Regno d’Italia ufficializzata con il plebiscito del 4 novembre 1860.

Con l'Unità d'Italia Perugia è privilegiata come città capoluogo di una vastissima provincia, e solo qualche decennio dopo, negli anni venti del XX secolo, tale territorio verrà ridimensionato con la cessione di alcuni territori alle regioni limitrofe ed è costituita una nuova provincia umbra determinando l’odierno assetto geografico e amministrativo della regione Umbria.

Lo sconquasso della seconda guerra mondiale si è manifestato anche in Umbria, sebbene in maniera marginale rispetto ad altri luoghi, ma di risalto sono da menzionare le operazioni clandestine di soccorso agli ebrei perseguitati coordinate a Perugia da don Federico Vincenti, parroco della chiesa di Sant'Andrea a Porta Santa Susanna con padre Aldo Brunacci e la DELASEM di Assisi. Per questo impegno di solidarietà, il 16 luglio 1997, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito a don Federico Vincenti l'alta onorificenza dei giusti tra le nazioni.

Il 20 giugno 1944, pochi giorni dopo l'abbandono della zona da parte dei soldati tedeschi, entrano in città, da Porta San Pietro, le truppe alleate britanniche. Il 24 settembre 1961, è promosso da Aldo Capitini, la prima Marcia per la pace da Perugia ad Assisi.